L’Autore, proveniente da una famiglia di artisti, fina da piccolo ha vissuto tra gallerie d’arte e concerti. Tenendo distinti i proprio studi filosofici e letterari dagli incontri con i grandi della letteratura mondiale, ha pubblicato alcune raccolte di poesie in Antologie di scrittori contemporanei. In seguito, all’età di 32 anni, ha pubblicato a Milano ( Editrice Letteraria Arpa ) il suo primo romanzo “ Gli amori verdi “ ottenendo notevoli apprezzamenti da parte della critica. Il romanzo “ Gli amori verdi “, scritto all’età di 25 anni,rappresenta un punto di arrivo nella preparazione specifica letteraria, nel tipo di rappresentazione della società, nella qualità della tecnica descrittiva, libera da schemi dottrinali o mode passeggere.

L’Editore infatti inizia con queste parole… “ Chi apre questo libro non pensi di trovarsi di fronte, come il titolo lascia supporre, ad un romanzo d’amore o ad un racconto tradizionale di piacevole lettura. Si tratta al contrario di un lavoro di notevole impegno, estremamente profondo e complesso, che va affrontato con particolare attenzione e tenendo conto di alcuni importanti fattori. In primo luogo la prosa è un eccezionale esempio di stile contemporaneo “ ermetico “, dove la sintassi è sciolta dai consueti nessi grammaticali e la connessione logica del discorso è libera e spontanea, cioè quale sgorga direttamente dall’Io dell’Autore, senza aderire ai canoni tradizionali del pensiero. La parola risulta inoltre dissolta dal suo significato tipicamente semantico per assumere un valore impressionistico, atto cioè più che a dire, a destare immagini, a suscitare sensazioni, a suggerire visioni e rapporti espressivi prima sconosciuti. Così gli aggettivi e gli avverbi sono usati con criteri analogici molto diversi da quelli tradizionali, e se a volte seguono trasposizioni concettuali facilmente raggiungibili dal lettore, altre volte restano individuali, esclusivi, personali, “ermetici” L’Autore, dotato di notevole padronanza linguistica e letteraria, tanto da realizzare una prosa eccezionalmente valida ed interessante, risulta del tutto avvincente per la sua fortissima realizzazione formale; in alcune pagine la descrizione di una situazione è resa con intensità a vigore attraverso l’uso di espressioni spezzate, divergenti, diversamente angolate e particolarmente vivide e forti. In altre pagine, è da notare l’originalità della tecnica descrittiva che potrebbe essere paragonata a quella di un regista cinematografico: prima l’obiettivo inquadra una scena nel suo insieme, poi esso si focalizza improvvisamente sul particolare con l’uso dello “zoom” che pone in risalto l’oggetto dell’attenzione; così l’ Autore si avvicina tanto nella descrizione da ingigantire gli aspetti consueti fino a renderli impressionanti e mostruosi in quanto macroscopicamente inquadrati. In questo modo il Ferrante giunge a focalizzare le cose nel loro aspetto meno consueto e gradevole, usando un metodo analitico che a volte si avvicina ad una vera e propria vivisezione sadica, oltre ad ironia impressionante e di notevole presa…”